Edgar Allan Poe: una vita maledetta

Nato il 19 gennaio 1809 a Boston, rimasto orfano in tenera età e adottato dai coniugi Allan, Edgar A. Poe ebbe un’infanzia piuttosto tormentata e infelice. Frequentò l’università e successivamente l’accademia militare di West Point con il cognome fittizio Perry («Edgar A. Perry: impiegato di Boston, occhi grigi, capelli scuri, colorito chiaro, altezza 1,70») ma senza riuscire a ottenere i risultati sperati. Poeta, giornalista e critico oltre che autore dei celebri racconti, visse sempre in miseria a causa di una vita disordinata e folle. Il 16 maggio 1836 sposò la cugina Virginia Clemm, appena quattordicenne, che morì di tisi nel gennaio 1847. Nell’estate del 1849 si fidanzò con una vecchia compagna di scuola, ma alla vigilia delle nozze sparì misteriosamente. Di Edgar Allan Poe si ricordano soprattutto i problemi d’alcolismo, i debiti e la depressione; la morte, invece, divisa tra mistero e follia, ha dato origine a molte curiosità: si è spento nell’ottobre del 1849, due giorni dopo essere stato trovato in una strada di Boston in uno stato di semi-incoscienza.

Al funerale, leggenda narra, erano presenti solo sette persone. Una circostanza che non stupisce poi tanto, considerando la vita irregolare e dissipata. Un suo amico-nemico, il reverendo Rufus W. Griswold, in occasione della pubblicazione della sua opera, scrisse sul New York Tribune un velenoso commento: «E.A. Poe è morto l’altro ieri, ma pochi lo rimpiangeranno». Sulla stessa scia, anche la Edinburgh Review, che ne infangò gli scritti e le qualità umane: «Edgar Allan Poe fu incontestabilmente una delle persone meno degne che il mondo letterario registri». Lettori più benevoli, invece, aveva trovato in Russia – dove fino dal 1839 erano noti i suoi scritti – e specialmente in Francia (Baudelaire, suo grande traduttore, aveva rivisto in lui lo stesso modo di affrontare l’esistenza, tra genio e sregolatezza).

Poe ha scritto dall’America ma il successo è stato indiscutibilmente internazionale. La sua opera ha rispolverato la tradizione e l’ha proiettata nell’ambito del fantastico, radicando abilmente il Gotico in quelle che sono state le sue radici culturali e facendo riaffiorare ciò che il passato aveva dimenticato, prima di tutto le superstizioni. Come studioso e scrittore ha ereditato la cultura gotica del Settecento (quella dei castelli, delle rovine, delle fanciulle perseguitate, della violenza): ha stravolto e modernizzato la gothic fiction trasformandola in una geografia della psiche – il mondo della persecuzione e della paranoia – che si manifesta in nuovi ambienti e attraverso nuove prospettive. Ha mosso, soprattutto per la parte in versi della sua opera, da influssi byroniani; risentendo anche dell’influenza di un altro grande mangiatore d’oppio, il poeta e filosofo inglese Coleridge, e anche del romanticismo tedesco di Hoffmann.

Le storie poliziesche e gotiche che ha scritto hanno rivoluzionato il panorama letterario moderno e contemporaneo, tanto che molti autori britannici e statunitensi – tra cui Hawthorne, Dickens, Melville, Wilkie Collins e Agatha Christie – hanno attinto dal suo folle genio. Il sogno di Poe era quello di diventare proprietario e direttore dello «Stylus», il fantomatico giornale che avrebbe voluto creare, intanto si manteneva a stento lavorando come editore per diversi periodici (al Southern Literary Messenger, nel maggio del 1935, pubblica il noto articolo con cui presenta in America i Promessi sposi di Manzoni). Su questi ultimi era riuscito a stampare anche i suoi racconti (La caduta della casa Usher; I delitti della rue Morgue; Il gatto nero), pubblicati rigorosamente a puntate per rispettare appieno il suo stile di scrittura “breve e decisamente intenso”.

Ciò che non cessa mai di stupire nelle novelle di Edgar Allan Poe – comunque vengano aggregate – è, da un lato, la varietà di spunti e di esiti; dall’altro l’alternanza di toni umoristici e grotteschi, di atteggiamenti drammatici e ossessivi.

Tra i miei racconti preferiti di Edgar Allan Poe ci sono Il ritratto ovale, Il crollo della casa degli Usher, Il cuore rivelatore e Il gatto nero, ma ammetto che è impossibile stilare un elenco senza citare anche tutti gli altri. Voi avete delle preferenze particolari? Amate questo autore?

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